Dovendo riassumere in poche righe il senso del libro “Decalogo per non morire”, cosa diresti?
È un invito a vivere più a lungo, ma soprattutto a vivere meglio. Il libro unisce scienza, psicologia e spiritualità in dieci principi concreti per prendersi cura della persona nella sua interezza.
Da dove nasce l’ispirazione che ti ha portato a scrivere un manuale in cui proponi dieci “regole” per migliorare la qualità della vita e prolungarla?
Nasce da una vita dedicata all’ascolto delle persone, dallo studio e dall’esperienza personale. Ho cercato di raccogliere ciò che ritengo davvero essenziale per una vita più sana e consapevole. Alcuni brani come l’ascolto delle “voci del corpo” nascono da un’ intuizione pratica convalidata dalla medicina ufficiale.
Cosa vorresti che i lettori riuscissero a comprendere leggendo le tue parole? Quale segno vorresti lasciare in loro?
Vorrei che comprendessero che non siamo spettatori della nostra vita: molte scelte quotidiane possono cambiare il nostro futuro. Mi piacerebbe lasciare una bussola che indichi speranza e responsabilità.
Cosa ti piace di più di ciò che hai scritto? Una frase in particolare, un concetto, un passaggio?
Il concetto che corpo, mente e spirito non possono essere separati. La vera salute nasce dal loro equilibrio. Tuttavia, nella sezione psicologica mentale ho descritto che bisogna superare l’immobilismo e mettere sempre in pratica delle opzioni, delle strategie, delle nuove soluzioni.
Perché pensi che i lettori debbano leggere il tuo libro?
Perché offre strumenti concreti e facilmente applicabili, senza ricette miracolose, ma con l’obiettivo di aiutare ciascuno a vivere meglio e più a lungo. Nel libro propongo anche di far vivere il nostro bambino interno per diventare più allegri e gioiosi.
Se dovessi utilizzare tre aggettivi per definire “Decalogo per non morire”, quali useresti?
Pratico, interdisciplinare, stimolante.
Quale libro hai letto quest’anno che ti ha maggiormente colpito e consiglieresti?
Più che un singolo libro, continuo a rileggere opere di psicologia, medicina e spiritualità, perché credo che il dialogo tra queste discipline sia la chiave per comprendere meglio l’essere umano. Infatti, tra di esse esiste una circolarità in quanto s’influenzano a vicenda.
Adesso è arrivato il momento di porti una domanda che nessuno ti ha mai fatto ma a cui avresti sempre voluto rispondere.
Domanda: Qual è il messaggio più importante che vorresti lasciare ai lettori?
Risposta: Che la longevità non è il vero traguardo. Il vero successo è vivere con equilibrio, amore, curiosità e un senso profondo della propria esistenza. La qualità della vita conta più del semplice numero dei propri anni. In conclusione occorre che la vita stessa “sia abitata” e curata con amore e attenzione.
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